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Minibar Venture Camp 15 Febbraio 2007 @ La Triennale Milano

Venerdì scorso ho avuto il piacere di assistere alla prima edizione del Minibar Venture Camp italiano. Il Minibar è un Barcamp focalizzato sulle presentazioni di startup: una (buona) idea, 3/4 minuti di palco e il tentativo di spiegare il progetto e il business model.
La serata è stata organizzata più che bene in una sala fantastica. Peccato che a fine presentazione metà degli intervenuti (200) sia scappata via verso i weekend fuori Milano. D'altra parte era venerdì e probabilmete per la prossima volta sarà meglio fare in settimana.
Passiamo alle startup e a qualche commento:

Myrl: si presenta come un'aggregatore di identità di metaversi (SecondLife, WoW, etc). Il tema è interessante e in futuro ci sarà sicuramente bisogno di un Open Social dedicato ai mondi 3D. Per ora ci vedo poco business e forse bisogna lavorare su un protocollo open più che su un'iniziativa di business che leghi questi mondi (in gran parte proprietari).

Bootb: marketplace dedicato alla creatività. Le aziende postano un brief delle proprie necessità e chiunque può proporre la propria idea in anonimo. L'azienda sceglie sulla base delle proposte senza sapere chi è il creativo. I grandi studi battaglieranno contro gli studenti. Bootb si tiene il 5% del prezzo pattuito. Business model solido, idea semplice ed efficace. Per me un sicuro successo.

LivePetition: progetto di Camisani Calzolari semplice ed efficace. LivePetition è un tool online per organizzare raccolte di firme. E' fatto bene ed è localizzato in 50 lingue. I soldi arrivano dall'advertising che ben si lega ad ogni petizione "tematica". Progetto semplice e ben focalizzato. Non so se arriveranno fiumi di quattrini visto che il modello è puramente Ad sustained.

BlogMeter: Dicono di riuscire a tracciare e analizzare le conversazioni dei blogger su un certo tema o su un marchio. Tecnicamente il processo mi pare challenging e sarei curioso di capire come riescono a gestire questa mole di dati e soprattutto come riescono ad interpretare i discorsi tra i blogger. Facciamo che ci riescono. Quello che mi chiedo è quanto i marchi diano valore a queste indagini: già io credo poco che sia quantificabile il successo di una campagna pubblicitaria tradizionale e che sia un finto mercato fatto da sensazioni e numeri da sondaggi. Questo applicato alla blogosfera mi pare sfoci nell'oroscopo. Non mi convince. Plauso all'idea di business che comunque si basa su società già esistenti che hanno messo insieme tecnologie e mezzi già esistenti senza bisogno di fondi a perdere.

Kiara: è un sofware online che gestisce l'organizzazione delle proprie attività. L'invio, la ricezione, e la gestione di preventivi, ordini, fatture, incassi e pagamenti e il coordinamento con il proprio commercialista. Secondo me se lo vendono alle banche potrebbe essere un buon successo. Inoltre il loro orientamento alle piccole e medie imprese mi pare sia ottimo per il mercato italiano. Se trovano modo di vendere direttamente ad'aziende e commercialisti possono fare dei bei numeri. Interessanti.

Dixero: aggrega i feed e li traforma in file audio da ascoltare su pc o device portatile. Io credo poco nella sintesi vocale e in generale credo che il web scritto vada letto con i tempi e le modalità del pc. Tecnicamente Luca Mascaro ha messo su un bel progetto ma mi pare la versione 2.0 degli audiolibri. Il modello di business è il solito e personalmente spero che gli vada meglio di come prevedo.

Zooppa: è una community di creativi che realizzano spot sponsorizzati dai grandi brand. Bella idea ma forse un po' di nicchia. Io penso che si un buon progetto ma onestamente non so quali numeri ci si possano attendere da una community dedicata solamente ai creativi (poca parte rispetto al pubblico di internet).

I Say Blog: altro gruppo di nanopublishing. La qualità la vedremo dai numeri che faranno. Resta da capire chi se li potrà comprare (exit strategy anyone?)

Reeplay: la creature di Quintarelli nasce per rendere semplice la fruizione di video free-to-web attraverso device diversi da pc. La soluzione è questa: crei a pc la tua playlist e poi il sistema te la rende disponibile su N device effettuando tutti i transcoding del caso. Non ho ancora avuto modo di provarla per cui sospendo il giudizio tecnico. Di sicuro c'è interesse per il settore del video e il progetto va seguito nella sua maturazione. Tra i possibili competitor ci sono però televisori, set top box e cellulari che sono sempre di più ready out of the box per accedere al mondo dei video free to web. Chi avrà ragione? L'aggregatore multi stile Reeplay o device specializzati e supercustomizzati dai maggiori player del videoweb (vedi ad esempio il client YouTube su Apple Tv, iPhone e cellulari Java)?.

The Blog TV: è una società di produzione che affonda le sue radici nel web e negli user generated content. Tutto sommato un'azienda che sbocchi in TV e quindi ottimo ponte tra new e old media. Credo sia già solida e profittevole ma è una sensazione. A livello di community non farà mai numeri enormi visto il focus sulla creatività (di nuovo). Ma se i soldi arrivano dalle vendite di produzioni allora non credo ci saranno problemi.

Queste le mie impressioni ma lasciatemi comunque fare un grosso in bocca al lupo a tutte le società e a tutti gli imprenditori che si sono buttati sul mercato. Vi stimo e vi invidio, spero di avere presto l'idea buona e il coraggio di fare lo stesso pure io.
Chiudo ringraziando Dpixel e Lisa.


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