Un'industria che si difende
Leggendo i post di Quintarelli e di Lizzeri mi è venuto in mente il mio spacciatore di CD che da anni non becca una lira (ora euro) da me. Lui lavora in un negozio della provincia e al contrario del bottegaio descritto dagli Offlaga Disco Pax è simpatico e dava pure degli ottimi consigli. Poi con gli mp3 non ho smesso di comprare cd, semplicemente vado alla Fnac o aspetto offerte di dischi che sostanzialmente conosco già. Ogni tanto incrocio lo spacciatore e onestamente lo vedo un po' tristarello. E mi dispiace. Ora nel suo negozio hanno pure messo il distributore notturno di DVD. Spero sia pieno di pornazzi, almeno avrà garantito lo stipendio.
Tutto questo cosa centra con il successo, clamoroso e netto, dell'iniziativa dei Radiohead? Che un'industria ha visto sancito il suo declino, c'è una data scritta nelle pagine di Wikipedia. Ma visto che tra i beni inutili la musica è uno di quelli più necessari sono certo che almeno il mio spacciatore alla pensione ci arriva (almeno in italia) ma fossi in lui preparerei i suoi figli a fare altro.
PS
nel caso non fosse chiaro anche io ritengo che l'articolo del Corriere sia completamente sbagliato. I dati riportati nell'articolo stesso testimoniano il successo dell'iniziativa. Basta saperli leggere. Peraltro mi chiedo se i Radiohead renderanno pubblici i loro dati. Siamo nell'internet: tutto è misurato, abbiamo bisogno di analisi di società esterne?
approfondisci su Technorati: Radiohead musica
Commenti:
con un gioco di parole un pò squallido direi che la marchetti ha fatto una marchetta... ma come si fa a bocciare così nettamente un'iniziativa coraggiosa e illuminante come questa?
Peraltro la società che ha diffuso questi dati usati dal Corriere, ha dichiarato:
"Lo definirei un successo clamoroso per i Radiohead e gli appassionati della musica, e anche un fantastico sforzo artistico".
(via Bonacina - http://bonacina.wordpress.com/2007/11/08/punti-di-svista/)