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R.E.M. @ Arena Civica, Milano 26 luglio 2008

Sabato sono stato a vedere i R.E.M. in mezzo a Parco Sempione. Bella serata in mezzo alla città, anzi in mezzo al "Parco" di Milano. Per la cronaca vi lascio al post di SoundsBlog che descrive con tutti i particolari lo show.
Io mi limito constatare che le gradinate dell'Arena sono del tutto inaccettabili per acustica e visuale. Le gradinate partono da metà del lato lungo dell'Arena e sono all'apporsto del palco (che nel caso dei R.e.m. stava sul lato corto). La distanza è enorme e spesso compromessa da tendoni e tralicci a sostegno dell'impianto audio. Ovvio che anche l'ascolto del concerto è terribilmente basso. Inoltre attenzione che solo dai posti in alto sulla gradinata sarà possibile vedere (da lontano) l'intero palco. Da metà in giù si vedranno solo porzioni di live. Dimenticavo di aggiungere che l'arena ha anche una pista di atletica quindi gli spazi aumentano.
Quindi il suggerimento è di evitare ogni tipo di biglietto che reciti spalti o gradinata (secondo me pure tribuna non era un gran che) e di acquistare un biglietto prato.

E poi due righe a chi organizza i concerti all'Arena: evitate l'inutile distinzione prato/gradinate. 40 euro (il prezzo delle gradinate, di poco più basso che sul prato) mi sembrano sufficienti per vedere un concerto nella sua totalità e con una qualità audio decente. Distinguere prato e gradinate non fa altro che rovinare l'esperienza dei tanti che non conoscendo l'Arena hanno preferito la soluzione "comoda". Inoltre il prato era per metà libero e come l'esperienza di tanti concerti insegna la gente normalmente si divide tra posti a sedere e prato senza creare grossi problemi. Il Forum in questo senso insegna.

Già il music business non se la passa bene ma rosicare margini trascurabili rovinando un concerto a migliaia di persone mi pare una scelta poco lungimirante.

In sintesi: se andate a vedere un concerto all'Arena Civica di Milano procuratevi solo biglietti prato!

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Reboot 10

!!UPDATE!! - Per qualche considerazione più approfondita dal punto vista tecnico e di business potete far riferimento a questo mio post in inglese: Reboot 10, impressions and thoughts.


Cosa è Reboot?

Il format è un mix tra conferenza e barcamp: grandi nomi per gli speech principali e una serie di incontri più piccoli e focalizzati che allargano la discussione su tematiche collaterali.

La parola chiave di quest'anno era FREE.

Diversi gli interventi che hanno toccato questo tema: dai modelli di business che si basano su principi di gratuità a temi più sociali e filosofici su libertà, partecipazione e consapevolezza. Quindi dal modello di business Freemium si è passato a discutere di Freedom nel senso di libertà civile e delle relazioni che esistono tra questi due mondi apparentemente distanti.

In questo spettro di possibili interpretazioni della libertà si sono mossi i 600 partecipanti al convegno.

Chi va al Reboot?

Chi lavora nell'Internet: designers, coders, consulenti, media agency, giornalisti, esperti di nuove tecnologie e discipline collegate, ricercatori ed evangelisti. Ma anche persone provenienti da business collegati: hardware manufactores, operatori telefonici o studenti. In generale gente curiosa e pronta a discutere.

Perchè andarci?

Perchè in due giorni è possibile conoscere de visu persone che si conoscono solo in digitale, è possibile creare contatti con esperti di ogni disciplina tecnologica ed eventualmete far partire nuovi progetti. Sempre durante i due giorni della conf è possibile fare amicizia, capire il mercato, discutere e imparare. Tutto sommato la conferenza costa poco (250€) e la produzione è di buon livello.

Perchè non andarci?

Un motivo generico non esiste, forse però è meglio specificare due possibili problematiche per due tipologie di pubblico:

1) Il neofita della rete

Chi non sa niente di Internet, delle sue tecnologie e del suo mercato non apprenderà molto dagli speech principali essendo questi tarati su un pubblico già preparato e competente in materia. E per questo si può comunque recuperare tutto online.

2) Il timido, il noioso, lo scazzato

Nonostante in buon livello degli speaker il vero valore del Reboot sta nella chiacchere e negli eventi collaterali. Se non siete pronti a bere una birretta in compagnia lasciate perdere e guardate i video sul sito.

Location e Città

La conferenza è ospitata in una ex fabbrica (o qualcosa del genere) nella parte sud ovest di Copenaghen. Oltre alla Main all ci sono altri spazi più piccoli dove vengono tenute le presentazioni. C'è un giardino e un'area ristoro (a dire il vero è piuttosto piccola e se piove diventa affollata)
Pranzi e cene sono inclusi nel prezzo della conferenza, non male.
Copenaghen è bella, nordica come ci si aspetta ma purtroppo cara come Londra. In compenso non ci sono praticamente voli low cost con orari furbi. Quindi il travel & lodge peserà parecchio nella trasferta.

Per ogni altra info: www.reboot.dk

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Nuovi format

Veronesi risponde a Grillo sugli inceneritori e quest'ultimo lo invita ad una pubblica discussione:
"(Veronesi) convochi gli esperti "che lo hanno informato" (chi sono?), porti le sue "molte ricerche". Io (Grillo) verrò con i miei consulenti e citerò le mie fonti.
Al contrario di tanti programmi tv questo mi sembra un buon modo per discutere razionalmente di un problema: ricerche e fatti esposti da esperti. Riprese disponibili online per confrontare, correggere e commentare. Io probabilmete scriverei prima i punti a favore e contro in modo da poter razionalizzare tempi e risposte. La domanda è semplice: gli inceneritori fanno male? In che modo?

Per il massimo dello share chiamare Facci e Travaglio a moderare.

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Volare oh oh

Luca Conti crea una guida visuale e semplice su come prenotare un volo RyanAir senza incappare in inutili costi aggiuntivi. Leggete e diffondete.

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DrinkLink OpenSpime

Grazie a Leandro ho avuto modo di partecipare al DrinkLink di presentazione di OpenSpime e di dare un'occhiata in anteprima all'infrastruttura.
A cosa sta lavorando WideTag, la società creata da Leandro, Roberto e David? Sta lavorando ad un'infrastruttura open source in grado di mettere in comunicazione degli oggetti connessi detti spimes. Questi oggetti sono dell'hardware in grado di sapere la propria posizione nello spazio, rilevare dati dagli ambienti a loro circostanti, di tenerne memoria e di condividerli attraverso l'infrastruttura OpenSpime.

L'esempio che usano oggi per spiegare un po' il progetto è quello di un microrilevatore di concentrazione di CO2 in grado di registrare i dati e restituirli live in un mashup su Google Maps: in pratica se ce ne fossero qualche migliaio a Milano potremmo sapere se l'adozione dell'ecopass ha davvero avuto effetti benefici sulla qualità dell'aria.

Ma questo è solo un'esempio, attraverso appositi sensori sarà possibile rilevare ogni genere di fenomeno fisico, aggregare i dati, vederne l'andamento nel tempo e geolocalizzarli. In pratica un "mondo" di informazioni che fino ad oggi sono stato appannaggio di enti di ricerca.

Questa è l'idea alla base di OpenSpime e di "pancia" direi che Leandro e gli altri stanno andando nella direzione giusta: filosofia e tecnologia promosse a pieni voti dunque.

Ma la parte più interessante del DrinkLink è stato discutere/speculare/criticare/immaginare come modellare il modello di revenues che questa nuova infrastruttura può abilitare: where's the money?

La discussione è aperta, e i ragazzi OpenSpime mi pare stiano mettendo su tutti gli strumenti necessari per seguire la conversazione.

Nota Finale:

Leandro con questo DrinkLink hai bagnato il naso a tutte le agenzie di PR e marketing bloggaro che ho visto negli ultimi mesi, complimenti!

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Divertente soprattutto quando sbagli

I dieci minuti d'aria digitale in ufficio: Apple Shooter.

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Nike+ VS Nokia Sports Tracker

Nike+ VS Nokia Sports TrackerIeri era una domenica fantastica e quindi ho deciso di mettere in piedi una sfida tecnologica: corsetta di 4km per testare il nuovissimo Nike+ della donna contro l'ultima versione del Nokia Sports Tracker. Partenza appena svegli, ore12.30, a stomaco vuoto. Le Nike+ (le scarpe) comprate all'outlet fanno il loro sporco dovere (100 euri due paia), sono leggere e super ammortizzate. Mi sembrava di volare (ma solo per i primi 5 minuti).
Il setup del Nike+ è rapido: imposti il tipo di allenamento e scegli la musica. Il Nokia N95 come al solito è un po' più macchinoso: ci sono diverse tipologie di sport e di programmi. In ogni caso in pochi secondi siamo pronti a partire. Io sono più carico perchè l'N95 è grosso.

Dopo 26 minuti circa abbiamo finito il giro con il fiatone e una fame assurda ma tutto sommato contenti di aver approfittato del primo sole primaverile. Dopo aver ripreso il fiato ho controllato le statistiche rilevate dai due aggeggi e ho notato che le distanze rilevate sono identiche nonostante le tecnlogie usate siano differenti: contapassi per Nike+ e Gps per nokia.

All'uso risulta più pratico il software Apple visto che una voce guida segnala i tempi e le distanze percorse. Ad esempio impostando la corsa sui 4 km la voce guida ha segnalato i primi 3 kilometri e poi ha annunciato uno ad uno gli ultimi 500 metri: ho visto la donna accelerare proprio perchè era guidata dalla voce dell'iPod.
Invece il mio N95 era muto. Poco divertente e pratico.
Inoltre ho corso con una fascia al braccio che mi impediva di vedere lo schermo per cui non avrei avuto modo di valutare tempi e distanze. In buona sostanza il tool di nokia è utile come tracker ma non come assistente all'allenamento.

Arrivati a casa ho cucinato degli ottimi maltagliati e ho proveduto a caricare i dati della corsa sul pc.
Per caricare i dati dell'iPod sul computer occorre collegare il lettore al computer e sincronizzare il tutto con iTunes: so boring.
Con il Nokia è possibile caricare direttamente sul web tutti i dati dell'allenamento appena concluso direttamente da cellulare: super fast.

Inoltre, nel caso Nike+, non è possibile gestire i dati da iTunes ma occorre comunque collegarsi al sito Nike Plus che è abbastanza pesante dato che è in Flash ma è ottimamente localizzato in italiano e pieno di gente che anima la community.
Invece Nokia Sports Tracker, nonostante sia tecnicamente migliore è un po' troppo dispersivo e non ancora presente una forte community di italiani.


Ma quindi quale dei due sistemi è meglio? La salomonica risposta è: entrambi o meglio la combinazione dei due.
Infatti la soluzione NikeApple è imbattibile durante la corsa visti gli alert vocali e finezze come la Boost Song mentre l'applicativo Nokia registra (bene) solo i dati. In fase di archiviazione/gestione dei risultati Nokia la fa da padrona. Già sul cellulare è possibile leggere il dettaglio di tutti i parametri registrati ma poi una volta caricati i dati online ci si ritrova con il proprio percorso già precaricato su Google Maps. Ovviamente sono presenti Km percorsi, velocità media, velocità di punta, altitudine e grafici. Di contro Nike offre poco più che qualche bel grafico animato in flash. Ma dove la soluzione Apple e Nike stravince è sulla community che è molto focalizzata (c'è solo il runner), ha un sito in italiano e ci sono eventi di marketing correlati. Invece Nokia ha una soluzione multipurpouse che da una parte copre un bacino di utenti maggiore ma dall'altra rischia di diventare dispersiva senza un'attenta gestione di un community manager.

Chi vuole può seguire le mie fatiche collegandosi alla mia pagina su Nokia Sports Tracker.

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MGMT live @ rocket

MGMT live @ rocketLunedì sera piovoso a Milano, nonostante Morgan pettinato come Logan a X-Factor decido recarmi al Rocket per vedere il concerto dei ragazzini di NY, i MGMT (che dovrebbe stare per Management).
A differenza di Blago a me il concerto è piaciuto e parecchio: rock semplice, interpretato come se fossimo nel '73 qualche ritornello catchy e tanta gente stretta che si è goduta la serata. Il disco non l'ho sentito ma sabato lascerò un'obolo alla Fnac e me lo accatto. Valga questo come giudizio finale.
Dicevo notevole l'affluenza di pubblico: un paio di veri fans che stavano seduti in disparte aspettando i loro NUidoli, qualche straniera con balconcini che presagivano la prossima primavera, molti giornalisti (o persone che sembravano tali), una fanciulla senza reggiseno che ballava (questo dava proprio un tocco seventies alla serata), il buon Bugo che sfoggiava degli ottimi Super, e una che mi pareva la nota blogger musicale (chissà se ha gradito la serata).
Momento topico: una tipa che ha urlato "i'm your bitch"
Kudos to: il batterista, picchiava come un fabbro e quando ha preso la chitarra nell'aftershow non riuscivano più a fermarlo.
Locale: Il Rocket è un buco ma fighissimo per i concerti di questo tipo. Io ero appena davanti le scale e l'acustica non era male.

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Face Off

Gli attori dovrebbero proteggere con un copyright la propria faccia? Che ne dite se faccio un film prendendo la faccia di Gassman? E tutti i discorsi di post produzione per il film post mortem di Heath Ledger? Uno pensa a soluzioni costosissime ma come al solito la tecnologia corre e il tutto diventa "relativamente" economico. E poi gli avatar? Dentro Home di PlayStation 3 attraverso l'eye toy il mio avatar che volto avrà? E il tuo?


Link al video su YouTube: Image Metrics.


(via C.I.A.D.E.L.)

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Parla con me - Il Flagello Laico

Link al video su YouTube: IL FLAGELLO LAICO - di Paola Cortellesi.

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